Una nuova pista per l'Aeroporto di Firenze
martedì, novembre 07, 2006
 
Un'altra richiesta per la nuova pista...

Mettiamo volentieri in evidenza un commento al post "PISTA PARALLELA: IL PROGETTO".
Ritenendolo utile a far comprendere le motivazioni di un firmatario della petizione e in parte della petizione stessa:

c.a. Assessore Regionale al Territorio e alle Infrastrutture

Gentile dott. Riccardo Conti,
seguo da sempre con molto interesse le vicende che riguardano l’Aeroporto di Firenze.

Le confesso che la sua palese ostinazione nel respingere ogni ipotesi di sviluppo del Vespucci deprime i tanti cittadini che, come me, ritengono ormai indispensabile dotare la città di un aeroporto all’altezza delle sue reali esigenze. Mi permetto di ricordare che una recente ricerca dell’IRPET ha stimato in sei milioni di passeggeri il bacino di utenza dello scalo fiorentino e che a dispetto delle difficoltà di ogni tipo sin qui incontrate, Peretola è cresciuto in questi anni fino a raggiungere nel 2005 l’importante traguardo di 1.700.000 passeggeri.

Credo che Firenze sia rimasta ormai l’unica città internazionale priva di un aeroporto adeguato. Venezia, per certi aspetti paragonabile a Firenze, ha oggi il terzo aeroporto d’Italia dopo Milano e Roma; a Bologna e Genova le forze politiche sono da sempre impegnate per lo sviluppo degli aeroporti, e così in molte altre parti d’Italia. Perché a Firenze no?
La pista parallela all’autostrada, assieme ad un potenziamento delle infrastrutture sarebbe il modo per rendere finalmente il Vespucci un aeroporto efficiente nonostante la sua collocazione urbana.
L’attuale orientamento della pista è un nonsenso: gli aerei, ormai capienti Airbus, decollano lanciandosi verso un tratto autostradale tra i più trafficati d’Italia. L’alternativa, quando i venti lo rendono indispensabile, è quella di proiettarsi verso le pendici di Monte Morello per poi effettuare una virata che fa accapponare la pelle anche al viaggiatore più esperto.
Al minimo evento atmosferico (nebbia, vento, ecc.), i piloti sono costretti a fare rotta su altri aeroporti (Pisa, più spesso Bologna) con quello che ne consegue in termini di disagio per i viaggiatori.
La pista parallela all’autostrada permetterebbe di risolvere tutti questi problemi, garantendo decolli e atterraggi più comodi e sicuri di quegli stessi aeromobili che atterrano oggi: nessuno chiede di ritrovarsi spaventosi Jumbo a due passi dal Cupolone.
Gli aerei sorvolerebbero insediamenti industriali a quote tali da recare inquinamenti acustici nettamente inferiori a quelli attualmente sopportati dagli abitanti di Brozzi e via Pistoiese.
Firenze non sarebbe più costretta ad una anti-storica sudditanza nei confronti di Pisa peraltro ancora malamente collegata con Firenze e la Piana.
Se si eccettuano alcune dichiarazioni rilasciate nei periodi pre-elettorali, è noto che Lei si è sempre detto contrario alla realizzazione della pista parallela. Perché?
Quali sono gli “studi tecnici” su cui Lei fonda la sua posizione? Credo sarebbe interessante per tutti i cittadini conoscere le motivazioni che stanno dietro al suo “Niet”.
Immagino che la sua posizione sia basata su relazioni tecniche serie che spero vorrà finalmente rendere pubbliche senza riserve.
Cordiali saluti,
Massimo Vannini - m.vanniniNOSPAM@alice.it
 
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